Ascoli
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Nonostante i diplomi imperiali dell'XI e XII secolo che concedevano e rinnovavano al vescovo di Ascoli la facoltà di poter battere moneta a suo nome, la città, sulla base delle monete conosciute, non reputò necessaria l’apertura di una zecca. Erano secoli in cui l’economia locale, prevalentemente agricola e povera di scambi commerciali, faceva poco uso della moneta ed era sufficiente quella proveniente dalle regioni limitrofe. L’analisi dei documenti di archivio ci indica che nell’XI secolo sono i denari imperiali pavesi a predominare per poi essere affiancati e infine sostituiti dalla metà del XII secolo dai denari lucchesi; sul finire del XII secolo troviamo anche i denari provisini del Senato Romano. Agli inizi del XIII secolo sono ancora i denari lucchesi la moneta piú menzionata; poi, dagli anni ’20 fino agli anni ’80 la valuta piú diffusa nei territori di Ascoli e di Fermo sarà la "libra denariorum vulterranorum" (cioè, la lira dei denari di Volterra). Sul finire del secolo il denaro di Volterra sarà affiancato e infine scalzato dai denari ravennati. Dagli inizi del XIV secolo la formula predominante negli atti notarili sarà "denari ravennati e anconetani".

Gli autori del ‘700 e dell’800 hanno collocato al dritto il nome del santo (considerando l’alto valore simbolico del santo nel periodo medioevale) e messo al rovescio il nome della città (cosí il Bellini, lo Zanetti, il Cinagli, il De Minicis). Il CNI invece ha dato piú importanza al nome della città che viene posto al dritto della moneta (cosí il Serafini, il Muntoni per le anonime pontificie, e il Mazza). La critica moderna tende a riportare la figura del santo al dritto: la preposizione DE all’inizio della legenda del rovescio indicherebbe la continuazione rispetto al dritto, in modo che le due possano essere lette consecutivamente, PP. S. EMIDIVS - DE ESCVLO. Da evidenziare che nei piccioli di Ladislao, del Carrara, dello Sforza (monete in cui l’autorità governante viene posta al dritto), al rovescio troviamo il nome della città preceduto ancora dalla preposizione DE (REX LADIS LAVS -DE ESCVLO, CONNES D CAR ARIA - DE ESCVLO, F. SFORTIA - DE ESCVLO). Nei bolognini il nome del santo precede sempre il nome della città (COD CARARI - S ENNID DES CVLO, MARTIN PAP - S ENNID DES CVLO, F SFORTI - S ENNID DES CVLO, EVGENIV PAP - S ENNID DES CVLO). Nei denari di Andrea Matteo d’Acquaviva è presente solo il nome del santo, omettendo il nome della città in cinque denari su sei.

L’aggiornamento delle schede ha consentito sia l’inserimento di nuove varianti (riguardanti soprattutto la punteggiatura, carente nel CNI e trascurata nel Mazza) sia l’eliminazione di quelle inesistenti (per lo piú a causa di passaggi di mano tra autori del ‘600-‘700 e ‘800). E’ però una versione semplificata di un lavoro piú grande. In primo luogo, la limitazione dei caratteri di stampa sul web non permette di fare una distinzione in base allo stile delle lettere fra le diverse emissioni di una stessa tipologia (e quindi tentare di metterle in sequenza). Non sono state inserite alcune monete, anche inedite, in attesa di una corretta classificazione. Di altre, non essendo questo il luogo adatto per scrivere un articolo esplicativo, ci si è limitato ad annotare dubbi sulle interpretazioni finora riportate dai vari testi di riferimento. Chiunque voglia fare segnalazioni o su nuove varianti o su monete non censite o su errori nelle schede può scrivere a [email protected]

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Riferimenti

  1. AA.VV., Corpus Nummorum Italicorum (CNI) Vol. XIII Marche, , 1932
  2. AA.VV., Le zecche Italiane fino all'Unità, Roma, 2011, a cura di Lucia Travaini
  3. BERMAN A., Papal Coins, a complete catalogue of the coins of the Popes from the middle ages to the present, , 1991
  4. BIAGGI E., Monete e Zecche Medievali Italiane, Montenegro, 1992
  5. BRUNI R., Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori, Nomisma, 2005
  6. CASTELLANI G., Numismatica Marchigiana - estratto da Studia Picena - vol II -, Fano, 1926
  7. CINAGLI A., Le monete de' papi descritte in tavole sinottiche, Fermo, 1848
  8. DE MINICIS G., Numismatica ascolana o sia dichiarazione delle monete antiche di Ascoli nel Piceno, Fermo, 1853
  9. GIOPPI DI TURKHEIM L., I Tipi delle monete marchigiane, Rassegna Marchigiana, anno VII, n. 6-12. Pesaro, 1929
  10. MAZZA F., Le monete della zecca di Ascoli. Catalogo del monetiere della Civica Pinacoteca di Ascoli Piceno, , 1987
  11. MUNTONI F., Le Monete dei Papi e degli Stati Pontifici, Roma, 1972-1974
  12. TOFFANIN A., MIR Monete Italiane Regionali, vol. I, dalle origini a Leone X, Edizioni Numismatica Varesi, 2017
  13. TOFFANIN A., MIR Monete Italiane Regionali, vol. IIII, da Benedetto XIII (1724) a Pio IX (1878), Edizioni Numismatica Varesi, 2022

Ultima modifica: Lunedì 29 gennaio 2024 alle ore 15:21, legionario