prima Repubblica Romana
Roma
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Nella campagna d'Italia del 1796-97 Napoleone riuscí a conquistare parte del Nord Italia ed alcune città dello Stato Pontificio. Il 27 dicembre 1797, durante una manifestazione a Roma, rimase ucciso il generale francese Duphot, ospite dell'ambasciatore di Francia nella capitale. Il Direttorio non si lasciò sfuggire il pretesto per ordinare al generale Berthier, comandante in capo delle truppe francesi di stanza in Ancona, di marciare su Roma che venne occupata l'11 febbraio. Quattro giorni dopo, il 15 febbraio 1798 il generale Berthier proclamò sul Campidoglio la nascita della Repubblica Romana. Il papa Pio VI venne esiliato in Francia dove morirà l'anno successivo. Nell'autunno del 1798, approfittando delle difficoltà di Napoleone bloccato in Egitto, l'esercito napoletano di Ferdinando IV conquistò Roma il 26 novembre. Ma il 10 dicembre il contrattacco dei francesi spazzò via le truppe napoletane inseguite fino a Napoli. Nella primavera del 1799 una nuova coalizione austro-turco-russa ebbe la meglio sull'esercito francese: una dopo l'altra caddero le varie repubbliche giacobine formatesi nel nord Italia, mentre da sud l'esercito borbonico, guidato dal cardinale Ruffo, fece definitivamente cadere la Repubblica Romana entrando a Roma il 29 settembre. Durante le prime settimane di occupazione, nella zecca di Roma vennero coniate monete d'oro e d'argento con impronte pontificie: doppie, scudi e mezzi scudi. L'utilità di emettere monete con i simboli del passato governo era motivato dalla necessità di disporre di monete già ben conosciute e di facile diffusione e quindi maggiormente apprezzate rispetto a nuove monete con impronte repubblicane. E' praticamente impossibile identificare e distinguere queste emissioni da quelle battute sotto il governo pontificio.
Per fronteggiare la penuria di circolante minuto causato dalla mancanza di metallo da monetare (l'oro e l'argento era requisito dai francesi) venne dato incarico al fonditore Picconi di studiare e realizzare una nuova lega composta di rame e metallo delle campane. Le battiture di prova della nuova monetazione furono eseguite utilizzando i conii preparati appositamente dall'incisore Mercandetti, con una lega composta da un 75% di rame e da un 25% di metallo di campane. A seguito, però, di emissioni abusive effettuate dal Picconi, le Autorità furono costrette a commissionare al Mercandetti dei conii con impronte diverse: le nuove monete sono i tipi da 2 baiocchi, da 1 baiocco e da mezzo baiocco in rame e uno scudo in argento. Anche dopo la fine della Repubblica Romana, l'officina monetaria continuò ad operare coniando monete d'oro e d'argento (doppie e scudi) e monete di rame: le madonnine (che in quel periodo erano valutate tre baiocchi). Quasi tutte le madonnine presentano tracce di conii repubblicani che confermerebbero una riconiazione su monete da due baiocchi. Sono state battute con ogni probabilità nel periodo compreso tra la fine della Repubblica Romana e la restaurazione.
Il Bruni attribuisce alla zecca di Roma le monete da 2 baiocchi e il pezzo da 1 baiocco con il segno "R"; il Muntoni, invece, le aveva assegnate alla zecca di Ronciglione. A seguito di un aggiornamento al Corpus della monetazione della Prima Repubblica Romana il Bruni riporta, per la prima volta, un inedito scudo con data 1799.
Indice
Numismatica → Stati italiani → Rivoluzione Francese e occupazioni francesi e Napoleoniche → 1° Repubblica Romana → RomaCategorie
62 monete per 17 tipi: colpo d'occhio, riepilogo, ultime immagini, ultime modifiche, ultimi passaggi inseritiPer Moneta
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mezzo baiocco
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baiocco
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due baiocchi (senza sigla incisore)
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due baiocchi (con sigla "G-H")
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due baiocchi (con sigla "H-T")
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due baiocchi (con sigla "T-M")
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due baiocchi (con "Romani")
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due baiocchi (con lettera "R")
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madonnina
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madonnina di conio rozzo o ribattutta con i conii di PIO VI
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scudo romano
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baiocco (fasci - prova di nuova monetazione)
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due baiocchi (aquila - prova nuova monetazione)
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due baiocchi (bandiere - prova nuova monetazione)
Per Zecca
Roma |
Per Anno
1700 | ||||||||||||||
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1798 | 1799 |
Riferimenti
- AA.VV., Corpus Nummorum Italicorum (CNI) Vol. XIII Marche, 1932
- BRUNI R., Aggiornamento dell'opera "Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori", Panorama Numismatico n. 330 - luglio-agosto 2017
- BRUNI R., Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori, Nomisma 2005
- BRUNI R., BERTUZZI S., CATALLI F., In nome del Popolo Sovrano. Cartamoneta e moneta metallica nella prima Repubblica Romana (1798-1799), Accademia Italiana di Studi Numismatici 2007
- LUPPINO D., Prove e Progetti IX - Vento Napoleonico (1796 - 1815), Montenegro 2016
- MUNTONI F., Le Monete dei Papi e degli Stati Pontifici, Roma 1972-1974
- PAGANI A., Monete Italiane dell'invasione napoleonica ai giorni nostri, Edizioni Ratto
- TOFFANIN A., MIR Monete Italiane Regionali, vol. IIII, da Benedetto XIII (1724) a Pio IX (1878), Edizioni Numismatica Varesi 2022
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