Per rafforzare l'istituto aristocratico della Repubblica, vista la sempre piú debole autorità del Doge a causa dalle fazioni cittadine antagoniste, Andrea Doria aggrega i Nobili in 28 "Alberghi" (una sorta di associazione tra familiari) dai quali vengono estratti 400 nominativi che formano il "Gran Consiglio": da essi vengono sorteggiati 100 nomi che formano il "Minor Consiglio". I due riuniti nominano a loro volta 28 elettori che scelgono il Doge, che dura in carica due anni.
Dopo il 1528 si ha un importante cambiamento nel tipo monetale, rimane il Castello e il nome di Re Corrado, ma compare (spesso abbreviata) la scritta "DUX ET GVBERNATORES REIPUBLICAE GENVENSIS". E, importantissimo, compare la data: dal 1541 per l'oro, dal 1554 per l'argento, dal 1556 per la mistura (lega a basso titolo d'argento).
Notare che poco dopo lo scudo d'oro compare il pezzo da 2 scudi (sempre d'oro) che viene chiamato "doppia". Quindi, lo scudo d'oro da gr. 3,5 diventa la "mezza doppia" e cosí via per la denominazione degli altri multipli. Possiamo osservare esposti scudi d'oro, testoni d'argento, testoni della benedizione (prima moneta d'argento con la data e con soggetto di tipo veneto) altre monete minori (cavallotti e loro frazioni) e poi, la straordinaria serie degli scudi d'argento e dei meravigliosi multipli d'oro.
Per l'oro, con la comparsa dei multipli di cui si è detto sopra, si arriva fino al pezzo da 25 doppie, che pesa grammi 167,40, con diametro di 60 mm., esemplare con tutta probabilità unico, certo fra le piú belle perle della collezione CARIGE.
Nel 1637 scompare il castello e appare la Madonna sulle monete genovesi, ma anche i Santi, tanto cari ai genovesi, e cioè S.Giorgio e S.Giovanni Battista. Da notare che nelle monete con la Vergine come in quelle con S.Giorgio e S.Giovanni non viene mai nominato il titolare, ma si ricorre ad una frase ad esso relativa, cioè "Et rege eos" per la Vergine, "Ex probitate robur" per S. Giorgio e "Non surrexit maior" per S. Giovanni Battista. Da alcuni si sostiene che ciò costituisse una devota protezione contro eventuali insulti o sfregi di non credenti nei riguardi del loro santo nome.