| << Seconda fase (1541 - 1637) |

A partire dal 1637 le monete genovesi presentano un notevole cambiamento nella raffigurazioni e nella leggenda. Scompare il castello che fino alle emissioni dell'anno precedente, salvo rarissime eccezioni, era il simbolo caratteristico ed è sostituito dalla "Madonna col bambino"; inoltre è abolita da dizione "Corrado II re dei romani" dal quale nel 1139 i Genovesi avevano ottenuto il diritto di battere moneta. Nello scorrere del tempo appaiono nuove raffigurazioni che sostituiscono l'effige della "Madonna". Nel 1666 è battuta la serie dei Reali con il San Giorgio poi San Giovanni Battista è raffigurato inizialmente su alcune frazioni di scudi d'argento, che sostituiranno poco alla volta quelli con l'effige della Madonna e poi anche gli scudi stretti. Il San Giovanni Battista è raffigurato anche sulle monete d'oro con una serie di zecchini e mezzi zecchini emessi dal 1722 al 1735. Verso la metà del 1700 torna l'immagine che raffigura l'Immacolata in una serie di monete denominate "Madonnine" con multipli e sottomultipli.
Avvenimenti storici rilevanti: Nel 1670 con 1 lira si comprava 5,1 litri di grano - nel 1720: 5,8 - nel 1740: 5,1 - nel 1770: 4,0 e nel 1795 se ne compravano solo 2,2.
1652: Genova è tra le prime città italiane ad avere un teatro pubblico: il teatro Falcone.
1654: un clamoroso e definitivo contrasto sorto per un caso di evasione fiscale nel Finalese, separa definitivamente le sorti di Genova e Spagna.
1656: Genova è colpita da un'epidemia di peste bubbonica: in quell'occasione il Senato della Repubblica fece voto di dedicare alla Madonna la grande chiesa dell'Albergo dei Poveri che si stava costruendo. Il 28 aprile il Doge Giulio Sauli, i serenissimi collegi e il popolo assistono alla posa della prima pietra e venne coniata appositamente una medaglia d'argento con l'immagine della Madonna e dei Santi Protettori su un lato e sull'altro lo stemma della Repubblica, che venne posta nelle fondamenta, con l'iscrizione "Immaculatae Conceptionis Deiparae templi ad avertendam pestem publico aere devoti fondamenta locabant".
1684: Genova è meta di conquista da parte di Luigi XIV. La città non si piega al re francese e il 24 e il 28 maggio viene colpita da formidabili bombardamenti. Per Genova i danni sono enormi e insanabili.
1746: 4 settembre, gli austriaci al comando del gen. Brown, superata la Bocchetta, scendono a Campomorone ed entrano in Sampierdarena. Il giorno 7 settembre Genova si arrende agli Austriaci i quali iniziano un governo dispotico che dura fino al 5 dicembre, quando l'insurrezione popolare, iniziata col gesto di Balilla riesce a cacciare l'invasore.
1760: il genovese Giuseppe Grimaldi si trasferisce a Londra per esercitare la professione di dentista presso la regina Carlotta. Il figlio di Giuseppe , Joe, insegnerà a corte danze per pantomime e sarà l'inventore dei clowns.
1772: agli inizi di quest'anno, fra molte polemiche, la Repubblica di Genova adotta l'ora europea che a differenza dell'ora italiana in uso applicava le 24 ore ed il cambio data alla mezzanotte anziché mezz'ora dopo il tramonto, ce lo ricorda questa iscrizione nel "Notularium Baptizatorum, Denunciationum Matrimoniorum et Defunctorum- anni 1763-1777" dell'Archivio della Chiesa parrocchiale di Bogliasco (GE):"3 novembre 1773: Anna M(ari)a filia Fortunati Casavecchia infans annorum 2 et mensium 8. Die primo huius hora noctis 3, juxta horologium italicum (octava ante modiam noctem circuite, juxta novitatem introductam in Civitate orologii pulsationem astronomico more) defuncta hodie mane in hac Eccl(esi)a sep(ul)ta." (dove dice che l"hora noctis 3", cioè tre ore e mezza dopo il tramonto che a novembre avviene intorno alle 16,30, corrisponde appunto alle 8 di sera, "octava ante media nocte").
1795: invasione napoleonica della Liguria. 1797 nasce la napoleonica Repubblica Democratica Ligure. In seguito alla rivoluzione francese anche i territori di Oneglia, Porto Maurizio, Sanremo, Alassio, Laigueglia e Sarzana vengono compresi nella Repubblica Ligure.
1815: Alla conclusione del Congresso di Vienna il segretario di Antonio Brignole Sale, riportando il persiero del suo maestro, scriveva: «La Serenissima Repubblica di Genova è infine perita sotto i colpi mortali dell'ambizione e della rivoltante ingiustizia dei monarchi d'Europa».
Ultima modifica: Domenica 14 agosto 2011 alle ore 18:26, DIZZETA