| << Vittorio Emanuele II | Vittorio Emanuele III >> |

Ha una formazione essenzialmente militare, avendo come istitutore il generale Giuseppe Rossi. Prende parte alla terza guerra di indipendenza italiana coprendosi di gloria durante lo scontro di Villafranca del 24 giugno 1866.
Sposa a Torino, il 22 aprile 1868, la cugina Margherita dalla quale ebbe un figlio, Vittorio Emanuele, principe di Napoli (1878-1900) e futuro Re d'Italia.
In politica estera rafforza i rapporti con la triplice alleanza e sostiene lo slancio coloniale in Africa, con l'occupazione dell'Eritrea e della Somalia che porteranno alla monetazione coloniale.
In politica interna, assume un atteggiamento autoritario e appoggia i governi conservatori portando al rafforzamento delle tensioni sociali in tutta l'Italia.
Attribuisce la Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia al generale Bava-Beccaris per aver fatto uso dei cannoni contro la folla a Milano compiendo un vero e proprio massacro.
Tuttavia, durante il suo regno viene rinnovato il codice penale (1889) in maniera liberale e avanzata per l'epoca (tra l'altro, viene abolita la pena di morte).
Dopo due attentati falliti, Umberto I viene ucciso a Monza il 29 luglio 1900 dall'anarchico Gaetan Bresci, il quale voleva vendicare la repressione dei moti popolari del 1898.
Durante il suo regno viene chiusa definitivamente la zecca di Milano.
Tipi monetali emessi:
Oro: Lire 100, 50, 20 Roma
Argento: Lire 5, 2, 1, Centesimi 50 Milano, Roma
Nichelio: Centesimi 20 Berlino, Roma
Rame: Centesimi 10, 5, 2, 1 Birmingham, Roma












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| 1893 | 1894 | 1895 | 1896 | 1897 | 1898 | 1899 | ||||||||
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Ultima modifica: Martedì 26 maggio 2009 alle ore 11:04, incuso