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Le prime emissioni conosciute sono del periodo della dominazione longobarda, dalla metà del VII secolo fino al 774. Si tratta di tremissi in oro con il nome della città ma senza riferimenti all'Autorità regia che tuttavia esercita uno stretto controllo su di essa. Con il periodo storico di Carlomagno iniziò la produzione del denaro carolingio, da considerare vera e propria moneta unica europea, a partire dalla fine dell'VIII secolo. In seguito con Ottone I che confermò alla Città il diritto di zecca, verso l'inizio del XI secolo, Lucca cominciò ad inondare tutta la Penisola di denari del tipo enriciano, apprezzati fino in Oriente, e che contrastavano efficacemente anche il celeberrimo denaro pavese •
Con l'inizio del XIII secolo Lucca iniziò a coniare il grosso in argento con l'effige del Volto Santo, che rappresenterà un vero e proprio marchio di qualità, riconosciuto in ogni luogo. In seguito insieme al grosso in argento cominciò a battere la prima moneta in oro, il grosso d'oro e dopo un secolo ca., il fiorino del S. Martino. Dopo la guerra (?) con Firenze, all'inizio del XV secolo, la zecca riprese con continuità emettendo moneta aurea: lo Scudo d'oro del Sole che affiancava i fiorini e che allineava Lucca ai nominali aurei piú importanti del periodo. Durante il XVII e XVIII secolo la sua Zecca dette vita, sempre nel nome della Repubblica, a bellissime monete come il Santacroce da 15 e le Doppie. Con l'occupazione francese terminò la secolare autonomia della Repubblica e cominciò il periodo del Franco a base centesimale •
Nel 1817 si insediò a Lucca, con titolo ducale, Carlo Lodovico di Borbone e la zecca riprese l'attività. Il due Lire sarà l'ultima moneta coniata e nel 1843 Lucca cesserà definitivamente la sua produzione monetaria attiva ininterrottamente durante dodici secoli •








Ultima modifica: Giovedì 21 febbraio 2013 alle ore 16:43, adolfos