| << Ludovico di Campofregoso Doge XXV (1448-1450) | Carlo VII Re di Francia, Signore di Genova (1458-1461) >> |

Ludovico di Campofregoso viene deposto perchè riconosciuto colpevole di voler assumere la sovranità sul Regno di Corsica, assecondato in questo dal papa sarzanese Niccolò V. Il nuovo doge Pietro di Campofregoso, nipote di Tomaso, si trova al comando supremo in un momento particolarmente agitato dalle lotte intestine e delicato per il periodo impellente della totale perdita del dominio coloniale genovese causata dalla precaria situazione dell'Impero di Bisanzio. A causa di un probabile errore i primi ducati di questo doge portano il numerale XXV, già adottato dal predecessore Ludovico, poi viene corretto col numerale XXVI.
Avvenimenti storici rilevanti:
1450: Pietro II di Campofregoso diventa doge mentre Francesco Sforza, abbattuta la Repubblica Ambrosiana, acquista la Signoria personale di Milano e la Francia rivolge i suoi interessi verso Napoli e Milano, minacciando anche Genova.
1453: Costantinopoli cade in mano turca. La colonia genovese di Pera si arrende poco dopo.
1456: cade la colonia genovese di Focea.
1454: si conosce la composizione dell'imbarcazione di Giovanni FIlippo Fieschi, sulla nave si trovavano circa 400 uomini: 128 uomini di equipaggio, 100 al seguito personale, 50 artiglieri, 3 cancellieri, 2 trombettieri, un medico, un sacerdote, un manipolo di servi.
1458: a Gennaio Pietro perde la carica di doge e il 9 marzo Genova viene ceduta, frustrata dalle lotte intestine, a Carlo VII di Francia. L'anno dopo, il 14 settembre 1459, Pietro finí lapidato dal popolo presso la porta di Sant'Andrea dopo un vano tentativo d'insurrezione contro i francesi.
Ultima modifica: Domenica 12 giugno 2011 alle ore 14:35, DIZZETA