
MARIA LUIGIA PRINC • IMP • ARCID • D'AUSTRIA 
.
Sotto la data (1815 o 1832).1
Il Ducato di Parma fu il primo stato preunitario a coniare monete utilizzando il sistema decimale.
| Anni | Cod. | Zecca | Rarità | Tiratura | Immagini |
|---|---|---|---|---|---|
| 18152 | W-ML/7-0 ![]() | Milano | C | 86 000 | |
| 18213 | W-ML/7-1 ![]() | Milano | R5 | 34 | |
| 18324 5 | W-ML/7-2 ![]() | Milano | R | 23 200 | |
| Totale: | 109 234 | ||||
| Falsi/Riproduzioni | |||||
| 1815 | W-ML/7-F-6 | - | - | - | |
| 1832 contorno liscio6 | W-ML/7-F-5 | Milano | - | - | |
| 1832 a | W-ML/7-F-3 | Milano | - | - | |
| 1832 b | W-ML/7-F-4 | Milano | - | - | |
| 1 | La melagrana (![]() ) rappresenta il simbolo della zecca di Milano (assente nelle altre monete coniate a Milano
nello stesso periodo), mentre la lampada ad olio (![]() ) è il simbolo dell'incisore capo della zecca di Milano Luigi Manfredini.
Il Montenegro riporta erroneamente che anche la lampada ad olio è simbolo della zecca di Milano,
ciò è palesemente falso visto che anche le monete del periodo napoleonico coniate a Venezia, Bologna etc. lo
riportano. |
| 2 | Coniate negli anni 1819, 1820 e 1821. |
| 3 | Se ne conoscono solo pochissimi esemplari, le apparizioni sono state: asta Santamaria del 1961, vendita Sternberg Apparuti 1987, collezione della Banca della Svizzera Italiana e altri in collezioni private. |
| 4 | Coniate negli anni 1831 e 1832. Gigante, Pagani e i piú recenti Montenegro riportano 43996 come tiratura. Il Carboneri parla di 116000 e quindi 23200 pezzi, e di 103980 lire per il 1831 corrispondenti ad altri 20796 pezzi. La somma delle due tirature corrisponde perlappunto a 43996 ma non è detto che i pezzi di cui è stata autorizzata la coniazione nel 1831 siano stati prodotti con millesimo 1832. Per cui la cifra riportata corrisponde ai pezzi sicuramente coniati con millesimo 1832. Il Pizzi poi riporta una interessante nota riguardante questo millesimo: Qui debbo ricordare una disposizione attuata dall'augusta Sovrana nel 1832, la quale ebbe lode da molti e biasimo da non pochi. Il colera aveva già invaso l'Europa orientale e minacciava le nostre contrade. Maria Luigia, desiderando venire in soccorso con i propri averi alle nanze dello Stato non ancora risanate, e volendo in qualche modo fronteggiare le spese necessarie per impedire la diffusione di quel terribile contagio, diede ordine che venisse fusa la splendida toeletta d'oro e d'argento che Parigi aveva donata alla sua Imperatrice in occasione della nascita del Re di Roma. Quel magnico lavoro di oreceria fu spedito alla zecca da Milano, venne fuso, e permise il conio di 1009 pezzi d'oro a 20 lire nuove, e 20.796 pezzi in argento da lire 5. Non vi fu alcuna innovazione nei coni tranne l'indicazione dell'anno 1832. Fu lodata tale disposizione da chi scorgeva in essa la grande generosità della Sovrana; fu biasimata perché il valore del capolavoro distrutto era troppo superiore alla somma ricavata.. |
| 5 | Il Gigante segnala la variante con millesimo 1832 ribattuto su 1815 assegnandovi rarità R3; in realtà è dubbia l'esistenza di esemplari senza la ribattitura. |
| 6 | Riproduzione presumibilmente eseguita in anno imprecisato ma ragionevolmente tra il 1944 e il 1968 in base alla foggia dei punzioni, con i coni originali, dai Lions di Parma. Contorno totalmente liscio, al R/, in alto a sinistra regolare punzonatura relativa all'argento (925) e marchio Lorioli Medaglie (MI483). Peso leggermente superiore e contorno leggermente piú spesso rispetto l'originale. |
| Riferimento | Data | Evento |
|---|---|---|
|
Decreto Sovrano Decreto Sovrano 22 luglio 1819, n. 47 Istituzione della Lira Parmense nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla sotto Maria Luigia |
22/07/1819 | Autorizzazione emissione |