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prima Repubblica Romana

Ancona

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Bandiera della Repubblica Anconetana. <br> 
Il giallo ed il rosso sono i colori della città di Ancona, il blu simboleggiava il legame con la repubblica francese.

Bandiera della Repubblica Anconetana.
Il giallo ed il rosso sono i colori della città di Ancona, il blu simboleggiava il legame con la repubblica francese.
Ancona viene occupata dalle truppe francesi l'8 settembre 1797; con l'insediamento di una Municipalità Provvisoria viene dichiarato decaduto il potere pontificio mentre la zecca locale cessa di battere moneta. A seguito del Trattato di pace di Campoformio fra la Francia e l'Austria, Ancona per evitare il ritorno sotto il governo di Pio VI (sancito nel precedente Trattato di Tolentino) proclama la nascita della Repubblica Anconitana il 17 novembre 1797, sotto la protezione della Repubblica Francese e della Repubblica Cisalpina. Il 7 marzo 1798 Ancona entra a far parte della neonata Repubblica Romana, divenendo il capoluogo del Dipartimento del Metauro. Assediata il 18 maggio 1799 per terra e per mare dall'esercito austro-russo-turco e dagli insorti, il 10 novembre 1799 capitola agli austriaci.

Dopo reiterate richieste di riattivazione della zecca, il Consolato accorda la riapertura il 28 gennaio 1799 con un decreto in cui inserisce Ancona tra le tre uniche zecche previste per tutto il territorio della Repubblica. La gestione dell'officina monetaria viene affidata allo zecchiere romano Luigi Severi. La difficoltà di allestire i locali, di trovare il personale adatto e di mettere a punto le attrezzature necessarie costringe il Severi, pressato dalle richieste delle autorità centrali, a far ricorso, per un brevissimo periodo ad altre officine nel territorio marchigiano: Macerata e San Severino. Non c'è certezza se il Severi abbia in queste zecche ausiliare creato solamente i conii, utilizzando gli incisori locali (il Perpenti) o abbia anche battuto moneta con i tipi per Ancona. Dalla documentazione archivistica la zecca ancora non funzionava nel giugno del 1799; viene chiusa nel settembre dello stesso anno. Quali sono le monete uscite dalla zecca anconetana durante questo breve periodo, nella quale Ancona si trovava sotto assedio dagli eserciti austro-russi? La produzione è composta soprattutto dal nominale da due baiocchi con la chiara indicazione del nome della città (REP.ROM.ANCONA). Laltro tipo da due baiocchi riporta la lettera A e le sigle dei due incisori T.M. (Tommaso Mercandetti) oppure A.P. (Andronico Perpenti). Mentre l'attribuzione ad Ancona delle monete con la sigla T.M. è unanime per la presenza al Museo Nazionale di Ancona dei relativi conii, l'attribuzione di quelle con le iniziali del Perpenti (mancanti nel museo) trova qualche riserva in quanto lo stesso potrebbe aver prodotto gli esemplari in questione per Ancona nelle zecche di Macerata e di San Severino dove aveva svolto la propria attività.

Nello stesso periodo sono stati coniati anche scudi e mezzi scudi (di bassa lega d'argento) con i tipi di Pio VI e con impressa una A sotto il braccio destro della Chiesa. Per la moneta da uno scudo si fece uso dei conii datati 1780 e con l'armetta di monsignor Vai. Per la moneta da mezzo scudo sono usati per il dritto i conii dell'anno XXII di pontificato di Pio VI e per il rovescio quelli di una moneta che non fu mai emessa a Roma. Questo mezzo scudo presenta una doppia incongruenza: abbiamo l'anno 1778 con l'anacronismo dell'anno XXII di pontificato (che corrisponde agli anni 1796 - 1797) e poi il monsignor Lante, la cui armetta compare sulla moneta, non fu presidente delle zecche che a partire dal 1785. Di queste tipologie il museo anconetano conserva i conii. Queste monete, di battitura incompleta e superficiale, ignorate dal CNI e dal Pagani, appartengono alla monetazione della Prima Repubblica Romana di Ancona.

A seguito di un aggiornamento al Corpus della monetazione della Prima Repubblica Romana il Bruni ha incluso per la zecca di Ancona anche un testone di Pio VI. La presenza presso il museo anconetano dei relativi conii con evidenti segni di usura ha fatto ritenere al Bruni che la produzione possa essere stata effettuata in questa zecca non ritenendo possibile che questi conii, approntati a Roma, siano stati inviati nella zecca di Ancona con evidenti segni di logorio. Le impronte di questa inedita moneta combaciano perfettamente con i conii usurati presenti nel museo. Sono altresi presenti nel Museo Nazionale di Ancona conii relativi a doppie e a giuli.


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Mints

Ancona

Years

1700
1799

References

  1. AA.VV., Corpus Nummorum Italicorum (CNI) Vol. XIII Marche, 1932
  2. BRUNI R., Aggiornamento dell'opera "Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori", Panorama Numismatico n. 330 - luglio-agosto 2017
  3. BRUNI R., Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori, Nomisma 2005
  4. BRUNI R., BERTUZZI S., CATALLI F., In nome del Popolo Sovrano. Cartamoneta e moneta metallica nella prima Repubblica Romana (1798-1799), Accademia Italiana di Studi Numismatici 2007
  5. LUPPINO D., Prove e Progetti IX - Vento Napoleonico (1796 - 1815), Montenegro 2016
  6. MUNTONI F., Le Monete dei Papi e degli Stati Pontifici, Roma 1972-1974
  7. PAGANI A., Monete Italiane dell'invasione napoleonica ai giorni nostri, Edizioni Ratto

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