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Fu vescovo di Tiro e nunzio apostolico in Germania e a Parigi. Nel conclave del 1823 venne eletto papa nonostante la decisa opposizione della Francia. Pare che la sua elezione sia stata facilitata dal fatto che si pensava avesse ormai poco da vivere; tuttavia, nonostante l'età e le precarie condizioni di salute, il suo pontificato durò 6 anni.
Leone era un uomo fondamentalmente frugale e pio, piú interessato alla religione che alla politica. Questa indole si riflesse nella sua amministrazione: riuscí a fare economie nella gestione della giustizia, a ridurre le imposte, ed anche a reperire le risorse per l'esecuzione di alcuni importanti lavori pubblici, tra cui le fontane a Piazza del Popolo e l'Osservatorio Astronomico del Campidoglio. Contribuí alla ricostruzione della Basilica di S. Paolo incendiatasi. Si impegnò alla riforma dell'amministrazione vaticana, portando a termine la riforma tributaria. Stabilí che tutti i parroci dovessero percepire la stessa congrua.
L'avvenimento piú conosciuto ed arduo del suo pontificato fu il grande Giubileo del 1825, che riscosse un notevole successo e registrò una imprevista partecipazione. Nonostante tutto ciò alla fine del suo pontificato la situazione delle finanze risultò essere peggiore rispetto a quella iniziale, e il Giubileo stesso non contribuí certo a migliorare le cose.
In politica interna è ricordato come repressore del Liberalismo e della Carboneria e da molti viene considerato un reazionario. In effetti abolí molte delle riforme giudiziarie di Pio VII e sotto di lui gli Ebrei di Roma furono nuovamente confinati nel ghetto.
Fu sepolto in S. Pietro, il monumento funebre è opera del Della Genga.
Blasone: d'azzurro, all'aquila coronata ed al volo abbassato d'oro.






Ultima modifica: Martedì 18 dicembre 2007 alle ore 17:58, Paleologo