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Rodolfo Gonzaga (1586-1593)

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Ritratto di Rodolfo Gonzaga. Castiglione delle Stiviere, Collegio delle Vergini di Ges√Ļ.

Ritratto di Rodolfo Gonzaga. Castiglione delle Stiviere, Collegio delle Vergini di Ges√Ļ.
Rodolfo Gonzaga nacque il 7 marzo 1569, secondogenito di Ferrante e di Marta Tana. Crebbe assieme ai fratelli alle corti di Madrid, Firenze e Mantova; alla morte del padre salí, diciassettenne, al governo del principato di Castiglione in sostituzione del fratello Luigi che aveva abbracciato la vita religiosa. Rodolfo ben presto mostrò un animo ben diverso da quello del fratello: nacque infatti da subito un contenzioso con il duca di Mantova Guglielmo per la successione al feudo di Solferino, che il defunto Orazio Gonzaga, in mancanza di successione, aveva lasciato (in spregio al diritto feudale) al duca di Mantova. La controversia si protrasse per anni, tanto che dopo la morte di Guglielmo venne proseguita contro il nuovo duca Vincenzo I. Lo zio Alfonso, che inzialmente aveva affiancato Rodolfo nella controversia, in seguito avrebbe di buon grado accettato di lasciare Solferino al duca di Mantova in cambio di un risarcimento economico, ma di questa idea non era però Rodolfo. La controversia venne sanata solo dopo l'intervento del fratello Luigi, richiamato da Roma dalle madri di Rodolfo e Vincenzo (rispettivamente Marta Tana ed Eleonora d' Austria), convinte, a ragione, che solo l'autorevolezza di Luigi (futuro San Luigi Gonzaga) potesse riportare alla ragione i propri figli, che riponevano entrambi grande stima di Luigi. Dopo aver risolto la contesa, Luigi obbligò anche il fratello a regolarizzare la propria relazione con Elena Aliprandi (figlia del suo zecchiere), che Rodolfo aveva sposato segretamente. Dopo la morte del fratello Luigi, avvenuta nel 1591, Rodolfo non ebbe però piú nessuno che tenesse a freno la sua impulsività. Fu cosí che nel 1592 fece assassinare lo zio Alfonso, signore di Castel Goffredo, quando ebbe il timore che questi potesse far ottenere l'investitura imperiale sul suo feudo alla figlia Caterina. Subito dopo fece occupare militarmente la cittadina, ove instaurò un regime di terrore, e fece imprigionare moglie e figlia di Alfonso, che vennero liberate solo dopo l'intervento del Pontefice. Dopo questi fatti Rodolfo si vide arrivare la scomunica dal Pontefice stesso, avvenuta anche per l'accusa di aver fatto coniare e spacciato baiocchelle papali false. L'attività di imitazione e contraffazione di monete di stati piú grandi, tipica nei piccoli principati nel XVI e XVII secolo, raggiunse infatti con Rodolfo i livelli piú arditi: la stragrande maggioranza delle monete emesse sotto il suo principato sono infatti contraffazioni di monete papali, Savoia, di Genova, Milano o altri stati stranieri. Dopo la scomunica papale anche la giustizia imperiale stava occupandosi del caso di Rodolfo, ma piú veloce dell'imperatore fu l'archibugio di un popolano, che lo abbattè mentre Rodolfo, assieme alla moglie Elena e alla figlia Cinzia, si stava recando alla messa domenicale presso la chiesa parrocchiale di Castel Goffredo; era il 3 gennaio 1593. Il corpo venne oltraggiato dalla folla e ne seguirono tumulti che vennero sedati solo dopo l'intervento del duca di Mantova. Rodolfo aveva avuto dalla moglie solo quattro figlie femmine, cosí che la successione passò al fratello minore Francesco. Le tre figlie che raggiunsero l'età adulta (Cinzia, Olimpia e Gridonia) per espiare le colpe del padre fondarono a Castiglione il collegio delle Vergini di Gesú, ove si ritirano emettendo voto di castità.

Le emissioni di questo signore sono in larga parte contraffazioni delle piú disparate zecche italiane e straniere. L'assegnazione a Rodolfo di alcune monete, con legende anonime o perlomeno di dubbia interpretazione, rimane ad oggi in forse. Per la moneta MIR 160 (CNI 64) riferirsi a W-FRAGM/16.


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Per Moneta

66 monete per 37 tipi: colpo d'occhio, riepilogo, ultime immagini, ultime modifiche, ultimi passaggi inseriti

Per Zecca

Castiglione delle Stiviere

Per Anno

1500
158615871590

Riferimenti

  1. AA. VV., Corpus Nvmmorum Italicorum (CNI) Vol. IV Lombardia zecche minori, 1913
  2. AA.VV., Monete e medaglie di Mantova e dei Gonzaga-la collezione della B.A.M., Electa 1996/2002
  3. AA.VV. A CURA DI LUCIA TRAVAINI, Le zecche Italiane fino all'Unità, IPZS - 2011
  4. BIGNOTTI LORENZO, Le zecche dei rami minori gonzagheschi, Numismatica Grigoli Suzzara, 1989
  5. VARESI A., Monete Italiane Regionali - Lombardia zecche minori, Pavia, 2000
  6. VARI, I Gonzaga, Moneta, Arte, Storia, Electa, 1995

Ultima modifica: giovedì 15 agosto 2013 alle ore 10:17, Paolino67
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