Il 15 dicembre 1917, cioè durante la guerra, a Roma si costituí la società italiana
A.B.Co.D. acronimo per Asfalti Bitumi Combustibili liquidi e Derivati, a cui vennero
date in concessione alcune miniere di Ragusa. Nel 1918 questa società allestí nella miniera Tabuna ben 16 forni a gasogeno, mediante i quali dall’asfalto si estraevano olii grezzi uguali a quelli prodotti in America, perciò molto utili per l’Italia, che ridusse l’importazione di olii minerali. Intorno agli anni Venti la società avrebbe iniziato la trasformazione in loco della pietra asfaltica e dell’olio minerale.
Dal punto di vista tecnico i forni a gasogeno, che riuscivano a distillare l’olio grezzo direttamente dal calcare bituminoso, introdotti dall’ingegnere De Bartolomeis,
costituirono un’invenzione unica al mondo.
Intorno agli anni Venti la società avrebbe iniziato la trasformazione in loco della
pietra asfaltica e dell’olio minerale. La nuova impresa, godendo di sovvenzioni e agevolazioni fiscali, ma anche dell’acume dell’ing. Andrea La Porta, suo consigliere delegato, nell’arco di pochi anni riuscí ad attuare un ciclo lavorativo integrato basato sulla produzione di 100.000 tonnellate di asfalto grezzo, 3.000 tonnellate di mastice e 10.000 tonnellate di combustibili e olii lubrificanti.