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Pio VI (1775-1799)

Zecca di Ancona

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Ancona - veduta panoramica dal porto.

Ancona - veduta panoramica dal porto.
Sotto Pio VI, la zecca di Ancona, dopo circa due secoli, fu temporaneamente riaperta. L'autorizzazione du data con istrumento del 28 febbraio 1795, ma venne effettivamente aperta solo nel 1796 in concessione ai soci Miletti e Benincasa.

Lofficina fu attiva per lemissione di Sampietrini e monete in rame da uno e due baiocchi, per un controvalore totale di circa 60 mila scudi.

Nel febbraio 1797 Ancona divenne l'avamposto francese nei territori pontifici e lo rimase sino all'inizio della Repubblica Romana, pertanto lattività di zecca fu sospesa e non venne mai intrapresa la coniazione di madonnine da 5 baiocchi.

Nel novembre dello stesso anno viene proclamata la Repubblica Anconetana, che confluí nella Repubblica Romana nel marzo 1798.

Solo nel gennaio 1799 viene autorizzata la riapertura della zecca, che rimane attiva fino al settembre dello stesso anno.

In questo periodo, oltre alle varie tipologie da due baiocchi sono state emesse anche alcune varianti di scudi e esigue quantità di mezzi scudi in argento, oltre che monete a basso titolo di argento utilizzando i coni romani di papa Pio VI, tuttora conservati al Museo Nazionale di Ancona.

Si riporta di seguito una nota del Muntoni (cfr. vol. IV pag. 75 - nota 144) "CNI, a proposito di varie zecche provinciali operose sotto Pio VI, condivide l'opinione di altri autori che le monete che mostrano i nomi di parecchie città degli Stati della Chiesa siano state coniate a Roma. Non ritengo esatta questa supposizione perché sono a noi pervenuti i documenti di concessione per la coniazione di monete (generalmente di rame, ma spesso anche in mistura) in tutte quelle zecche la cui indicazione geografica appare nelle monete che si conoscono. Lo stile delle monete provinciali è inoltre chiaramente diverso da quello dei pezzi di Roma, ed è documentata l'attività di vari incisori in quelle officine, benchè si verifichi frequentemente e contemporaneamente l'impiego in provincia di conii firmati T.M da Tommaso Mercandetti che furono sicuramente eseguiti a Roma e quindi inviati a quelle zecche che, pur disponendo di metallo, non possedevano un'attrezzatura tecnica adeguata alla produzione di conii. Nell'elenco degli zecchieri sono riportate le date delle concessioni disposte da Pio VI per le zecche conosciute."


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Ancona

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