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Mirandola

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Stemma dei Pico: inquartato al 1° e 4° Mirandola, al 2° e 3° Concordia, con fascia di rosso sulla troncatura, sormontato d’oro carico di aquila bicipite di nero, membrata e coronata di rosso; sul tutto scaccato d'argento e d'azzurro di Pico.

Stemma dei Pico: inquartato al 1° e 4° Mirandola, al 2° e 3° Concordia, con fascia di rosso sulla troncatura, sormontato d’oro carico di aquila bicipite di nero, membrata e coronata di rosso; sul tutto scaccato d'argento e d'azzurro di Pico.
La storia di Mirandola si intreccia con quella della famiglia Pico sin dal XI secolo, quando Matilde di Canossa fece dono del borgo ad Ugo, figlio di Manfredi da Sorbara. Da un altro dei figli di Manfredi, Pico o Piso, deriva invece il cognome della famiglia. Uno dei discendenti di questi, Francesco, nel 1311 ricevette il titolo di vicario imperiale. Dal 1354 alla signoria di Mirandola venne unita Concordia, che nel 1432 divenne contea. Nel 1461 Gianfrancesco I, successore di Francesco III, riunisce nella sua figura tutte le prerogative del potere, che in precedenza erano divise tra i membri maschi del casato. La stessa strategia mantiene il figlio Galeotto I succedutogli nel 1467. Questi ottiene nel 1494 dall'imperatore Massimiliano I il diritto di primogenitura, e questo nonostante Galeotto fosse in precedenza stato scomunicato e interdetto dal papa dopo essersi alleato con Venezia contro lo stato Pontificio. Il diritto di primogenitura accentuerà però ancor piú i contrasti in famiglia, visto che i fratelli minori non accettavano che il potere, in precedenza condiviso, fosse gestito dal solo primogenito. Questa situazione porterà alla scissione dello stato, con Mirandola gestita da Gianfrancesco II e Concordia dalla vedova del fratello Ludovico, fino a quando Galeotto II, figlio di Ludovico, assassinerà lo zio riunendo nuovamente la signoria. Galeotto, processato per il suo crimine dall'Imperatore, si porrà sotto protezione della Francia, lasciando ai francesi la gestione dello stato mentre lui riparava alla corte di Parigi. Sotto la tutela francese la Mirandola diviene una potente roccaforte, che nel 1551 dovrà sostenere (per la seconda volta dopo il 1510) l'assedio delle truppe pontificie dal quale uscirà vittoriosa. Solo durante il governo di Federico II (1590-1602) l'alleanza con la Francia lascia spazio a nuovi equilibri politici ed al riavvicinamento all'Impero. Le mutate alleanze portano anche benefici ai Pico e Mirandola diviene prima principato (1596) quindi ducato (1617, sotto Alessandro I) mentre Concordia viene elevata a marchesato. Dopo un periodo di pace e di fervore culturale proseguito con la signoria di Alessandro II (1637-1691), gli anni a cavallo tra XVII e XVIII secolo portano la decadenza. Come in altri stati limitrofi, è la scelta scellerata di allearsi con la Francia durante la guerra di successione spagnola a portare alla conclusione i 400 anni di storia dello stato. Dopo il terzo assedio del 1704 l'ultimo duca, Francesco Maria, fugge con tutta la corte e lascia Mirandola in mano ai francesi. Francesco Maria viene dichiarato decaduto per fellonia e lo stato venduto agli Este. La zecca era stata aperta nel 1515 da Gianfrancesco II (anche se esistono teorie che retrodaterebbero l'apertura della zecca a una sessantina di anni prima col nonno Gianfrancesco I), e funzionerà, pur non continuativamente, fino all'inizio del XVIII secolo, con le ultime monete coniate durante l'assedio del 1704.

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Riferimenti

  1. AA.VV., Corpus Nummorum Italicorum (CNI) Vol. IX Emilia (1a parte), 1926
  2. AA.VV. A CURA DI LUCIA TRAVAINI, Le zecche Italiane fino all'Unità, IPZS - 2011
  3. BELLESIA LORENZO, La zecca dei Pico, Mirandola, 1995
  4. CAPPI VILMO, Le monete dei Pico, Cassa di Risparmio di Mirandola, 1995
  5. VARESI A., Monete Italiane Regionali - Emilia, Pavia 1998

Ultima modifica: domenica 15 ottobre 2017 alle ore 23:12, Paolino67
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