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Federico il semplice (1355 - 1377)

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 Stemma aragonese in sicilia

Stemma aragonese in sicilia

Figlio di Pietro II di Sicilia, appena tredicenne succederà al fratello Ludovico.

L'ascesa al trono di un re cosí giovane, alimentò la brama di potere di molti potenti siciliani, fra cui Artale I Alagona (figlio di Blasco II, balio del predecessore Ludovico). Il rampollo di casa Alagona che pur riuscirà a farsi nominare Gran Giustiziere del Regno e governatore di Catania dal Parlamento Siciliano, non prenderà mai la reggenza del Regno, che invece sarà appannaggio della sorella Eufemia e degli oscuri progetti del Conte Enrico III° Rosso.

Nel 1360 si sposerà con Costanza, figlia di Pietro IV d'Aragona ed eleggerà il Castello di Paternò come residenza. Sarà chiamato il Semplice per una certa mancanza di abilità, che alcune volte arrivò ad essere inettitudine, come riportano alcuni cronisti dell'epoca. Il suo regno sarà contraddistinto dal proseguimento della guerra del Vespro, ma anche da una certa instabilità politica e diverse tensioni con le famiglie baronali. Tutto il periodo di regno di Federico, in particolare, fu segnato dalle guerre tra il partito "latino" capeggiato dai Chiaramonte e quello "catalano" degli Alagona.

Nel 1356 il governatore di Messina, Niccolò Cesareo, in seguito a dissidi con Artale Alagona, richiese rinforzi a Ludovico d'Angiò, che inviò il maresciallo Niccolò Acciaiuoli. Le truppe, assistite dal mare da ben tre galere angioine saccheggiarono il territorio di Aci e assediarono il castello, feudi degli Alagona. Proseguirono in direzione di Catania cingendola d'assedio. Artale uscí con la flotta ed affrontò le galere angioine, affondandone due, requisendone una terza, e mettendo in fuga le truppe nemiche. La battaglia navale, che si svolse fra la borgata marinara di Ognina ed il Castello di Aci, fu detta Lo Scacco di Ognina.

Nel 1372, Federico firmerà la pace di Avignone con Giovanna d'Angiò, che concluderà definitivamente la guerra iniziata novanta anni prima con le rivolta del Vespro. Con la mediazione di Papa Gregorio XI, Federico fu riconosciuto Re di Trinacria, Giovanna Regina di Sicilia. Il territorio siciliano dovette giurare fedeltà a Giovanna, riconoscendo a questa un tributo di 3.000 once annue. Federico, che nel frattempo era rimasto vedovo, si sposò con Antonia del Balzo figlia del duca d'Atri, parente di Giovanna. Antonia, tuttavia, morí durante un attacco navale del potente Enrico III il Rosso, Conte di Aidone.

Nota numismatica :

In un articolo scritto da Franco d'Angelo comparso su Cronaca Numismatica n° 72 del Febbraio 1996 si evidenzia il fatto che, Federico IV detto il Semplice, permise a zecche provvisorie di emettere monete per venire incontro allo scarso numerario in circolazione.

Nei primi anni di regno Federico IV fece coniare i classici denari aragonesi che contenevano nel dritto la testa del Re volta a sinistra e, nel rovescio, la croce patente.

In un documento del 1375 dell'archivio di Federico IV autorizzava altre zecche provvisorie ad emettere moneta. Documento che autorizzava a posteriori le zecche di Palermo e Catania la circolazione abusiva di monete da loro coniate.

Conferma che quelli con l'elefante furono coniati a Catania,  

Il 13 Dicembre 1375 il Re vietò l'esercizio della zecca di Sciacca fino al 19 gennaio 1376 quando autorizzò Peralta a riprendere l'esercizio  della zecca. Il 18 giugno 1376 riprese la coniazione a Messina di nuovi denari con espresso suggerimento che da una parte ci fosse la croce e dall'altra il busto coronato in modo che si vedessero i due occhi, quindi questa moneta attribuita alla zecca di Sciacca fú invece coniata a Messina.


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Riferimenti

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  2. BONANNO M. - D'ANDREA A., Monete Antiche" Le riforme monetarie siciliane di Carlo V ed inedito scudo d'oro del 1552", Diana n¬° 88 2016
  3. BONANNO MAURIZIO, Orizzonte Sicilia Anno XII "Due inediti minimi", Banca Popoplare S.Angelo 1991
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  5. BONANNO MAURIZIO, Sicilia archeologica n° 51 "Un inedito denaro siciliano di Carlo I d'Angiò", EPT Trapani 1983
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  8. D'ANGELO FRANCO, Cronaca Numismatica n° 72, Olimpia 1996
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  18. VARESI A., Monete Regionali Italiane - Sicilia, Pavia 2001
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Ultima modifica: mercoledì 11 luglio 2012 alle ore 17:20, carlino
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