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Guastalla

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Ferrante I Gonzaga

Ferrante I Gonzaga
LE ORIGINI: Il toponimo di Guastalla deriva da progressive trasformazioni che, a partire dal Wartstall ovvero posto di guardia, di origine longobarda, divenuto poi Wardastall, quindi Vardestalla, approdò al definitivo Guastalla. Tralasciando le testimonianze risalenti all'epoca terramaricola, etrusca e romana le prime vere notizie di un popolamento inteso non solo come centro abitato ma anche come punto di riferimento politico, commerciale e militare risalgono al periodo longobardo. E' infatti in un atto dell'anno 864 che il nome della città viene menzionato per la prima volta, in tale atto Ludovico II dona alla moglie Angilberga un "posto di guardia" fortificato denominato Guastalla. Da questo momento il percorso della città verso un livello di autonomia sempre maggiore fu continuo nei secoli arrivando fino alla dignità di stato per terminare poi con lannessione al ducato di Parma e Piacenza avvenuta nel 1748. La città assunse particolare importanza sotto il dominio dei Canossa e proprio nel corso del regno di Matilde la Basilica della Pieve si trovò al centro della politica europea, dapprima con il preconcilio del 1095 sotto il pontificato di Papa Urbano II e poi con il concilio del 1106 nel corso del pontificato di Pasquale II, Papa Urbano II inoltre riconobbe a Guastalla lo stato di nullius diocesis ovvero diocesi autonoma dal vescovo locale e sottoposta alla sola e diretta autorità pontificia. Al termine della dominazione dei Canossa il comune di Guastalla, riconosciuto come entità autonoma, passò dapprima sotto l'influenza di Piacenza, quindi sotto quella di Cremona, poi, dai Correggesi passò ai Visconti. Nel 1404 venne ceduta dalla famiglia Terzi a Guido Torelli.

Nel 1406 Guido Torello ottenne dal Duca di Milano l'investitura del possesso di Guastalla e Montechiarugolo. Nel 1428 il duca Filippo Maria Visconti concede a Guido Torello il titolo di conte di Guastalla, e questo può essere considerato l'atto iniziale del percorso di Guastalla come entità statuale. Il dominio dei Torello continuerà fra alterne vicende fino al 1539 quando la contessa Camilla, ultima erede della famiglia, ormai decisa al ritiro in convento, cede i propri diritti su Guastalla a Ferrante Gonzaga, uno dei condottieri piú fedeli dell'imperatore Carlo V e terzogenito di Federico II primo duca di Mantova. Nel 1541 l'imperatore Carlo V concede a Ferrante Gonzaga il dominio di Guastalla rendendola indipendente dal ducato di Milano. Inizia con questo atto un periodo di 207 anni di sovranità dei Gonzaga di Guastalla che si distinguono dagli altri rami gonzagheschi proprio per l'origine non ereditaria ma derivante da acquisto e successiva investitura imperiale dei propri possedimenti. FERRANTE I GONZAGA (1539-1557), capostipite della dinastia dei Gonzaga Guastalla, avviò un importante opera di trasformazione urbanistica e di fortificazione della città che, nel corso degli anni successivi, divenne un importante e nobile centro di riferimento strategico, architettonico e culturale. La riprogettazione delle fortificazioni ed il riassetto urbanistico vennero curati dal Giunti in ossequio alla volontà del nuovo signore che voleva fare di Guastalla una roccaforte da contrapporre alla miriade di avversari che la circondavano (i Farnese, gli Este, i Bentivoglio). Ferrante I Gonzaga fu un valente condottiero, sempre al servizio dell'imperatore, fu vicerè di Sicilia, Governatore di Milano, Commissario imperiale in Italia. Ferrante Gonzaga morí a Bruxelles il 15 novembre del 1557; le sue spoglie sono ora conservate nella sagrestia del Duomo di Mantova.

CESARE I GONZAGA (1557-1575) (vedi scheda). FERRANTE II GONZAGA (1575-1630) (vedi scheda).

CESARE II GONZAGA (1630-1632) Nato nel 1592, aveva operato a lungo a fianco del padre sostituendolo spesso anche nel ruolo di commissario imperiale in Italia, come ne era data facoltà nell'atto d'investitura. Alla morte del padre FerranteII, avvenuta il 5 dicembre del 1630, Cesare era a Vienna, presso la corte imperiale, per sostenere e curare gli interessi famigliari in relazione alla successione al Ducato di Mantova. A causa del morbo che imperversava in tutto il nord Italia Cesare II decise di non tornare in Italia a prendere possesso del proprio ducato. In effetti il nuovo duca avrebbe voluto l'investitura non solo di Guastalla ma anche del ducato di Mantova ma le sue ambizioni vennero frustrate dalle conclusioni della Dieta di Ratisbona che a titolo compensativo gli assegnò le terre di Luzzara e di Reggiolo ed il diritto di successione nel caso di estinzione della casata dei Gonzaga-Nevers. Cesare morí a Vienna il 26 febbraio 1632 a solo quarant'anni lasciando in eredità il ducato al figlio Ferrante III di soli 14 anni. Monetazione: l'Affò attribuisce al periodo di Cesare II l'emissione di 2 sesini imitanti i tipi di Cesare d'Este per Modena. Autori successivi, dallo Zanetti, al CNI, al Bellesia ricollocano questi sesini fra le emissioni di Francesco Gonzaga marchese di Castiglione.

FERRANTE III GONZAGA (1632-1678) (vedi scheda)

VINCENZO GONZAGA (1692-1714) Figlio di Andrea Gonzaga, conte di San Paolo e quinto figlio di Ferrante II, aveva sposato in seconde nozze Maria Vittoria, secondogenita di Ferrante III; venne riconosciuto duca di Guastalla nel 1692 ma entrò realmente in possesso dei propri feudi solo nel 1707, al termine delle vicende che videro Ferdinando Carlo spogliato per fellonia anche dei propri feudi di Mantova e del Monferrato. Vincenzo Gonzaga divenne duca di Guastalla all'età di 58 anni e la resse fino alla morte avvenuta alla veneranda età di 81 anni. Nel 1707 venne in possesso dei feudi di Pomponesco e Bozzolo e nel 1710 anche del ducato di Sabbioneta Nel corso del regno di Vincenzo Gonzaga la zecca cittadina non fu attiva.

ANTONIO FERDINANDO GONZAGA (1714-1729) Amante della caccia e dei viaggi, sperperò ingenti ricchezze lasciando gestire gli affari dello stato ai propri ministri. Non esitò ad allontanare da Guastalla il fratello Giuseppe Maria che, su sua istigazione, finí in carcere a Venezia. Quando il duca Antonio Ferdinando, a causa di un incidente domestico, morí, senza aver ancora prodotto eredi, la successione al trono di Guastalla spettò proprio al fratello Giuseppe Maria che, a causa delle privazioni patite in carcere, era ormai sconvolto da evidenti problemi mentali. Nel corso del regno di Antonio Ferdinando a Guastalla non si batterono monete ma si progettò di farlo tanto che la gestione della zecca cittadina fu anche data in affidamento ai due fratelli Ortis. GIUSEPPE MARIA GONZAGA (1729-1746)(vedi scheda)

EPILOGO FINALE Nel 1748 il ducato di Guastalla passò sotto il dominio dei Borbone di Parma e rimase congiunta a quel ducato fino al 1848 quando fu compresa nei territori del ducato di Modena. In questi periodi la zecca cittadina non fu attiva.


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Riferimenti

  1. AA.VV., Monete e medaglie di Mantova e dei Gonzaga-la collezione della B.A.M., Electa 1996/2002
  2. AA.VV. A CURA DI LUCIA TRAVAINI, Le zecche Italiane fino all'Unità, IPZS - 2011
  3. BELLESIA LORENZO, Ricerche su zecche emiliane 1 Guastalla, Numismatica Grigoli Suzzara, 1995
  4. BIGNOTTI LORENZO, Le zecche dei rami minori gonzagheschi, Numismatica Grigoli Suzzara, 1989
  5. MAGNAGUTI ALESSANDRO, Ex nummis historia, vol VIII - I Gonzaga nelle loro monete e nelle loro medaglie, Roma, 1961
  6. VARESI A., Monete Italiane Regionali - Emilia, Pavia 1998

Ultima modifica: venerdì 27 maggio 2011 alle ore 09:39, mariov60
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