Sebastiano Ziani (1172–1178)
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Nato a Venezia nel 1102 circa e morto a Venezia il 13 aprile 1178, Sebastiano Ziani fu il trentanovesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 29 settembre 1172 al 12 aprile 1178. Fu il padre del quarantaduesimo doge Pietro Ziani.

Figlio di Marino Ziani, sposò una tal Troila o Froiba, che gli sopravvisse; ebbe quattro figli, ed una sua figlia pare abbia sposato Tancredi di Sicilia. Era molto ricco, avendo commerciato con l'oriente anche dopo la sua elezione a doge, e prima di essere doge era stato giudice, diplomatico a Costantinopoli, rettore di Sebenico.

Fu il primo doge eletto da un'assemblea ristretta di nobili e non dall'assemblea di tutto il popolo. La sua elezione avvenne sei mesi dopo la morte del predecessore, dopo un conclave di tre giorni. Fu eletto il 29 settembre 1172, all'età di settant'anni, in concorrenza con Orio Malipiero. Pare che sia stato il primo doge a distribuire denaro al popolo dopo l'elezione, inaugurando un'usanza che sarebbe sopravvissuta fino alla caduta della repubblica con l'ultimo doge Lodovico Manin.

Il suo primo atto fu la condanna a morte dell'assassino del predecessore. L'evento piú importante fu l'incontro tra Federico Barbarossa ed il papa Alessandro III che avvenne a Venezia, significando la fine almeno momentanea delle dispute tra il papato e l'impero.

Secondo la tradizione nel 1172 vennero erette, ad opera di Nicolò Barattieri, le due colonne della piazzetta San Marco, sormontate l'una dal leone alato e l'altra da Todaro. Sempre secondo la tradizione esisteva una terza colonna che finí nel bacino di San Marco (di fronte alla piazza) durante lo sbarco e che non fu piú possibile recuperare.

Pietro Ziani abdicò il 12 aprile 1178 e si ritirò nel monastero di San Giorgio Maggiore, dove morí il giorno dopo e dove fu sepolto. Quando poi la sua tomba fu distrutta quando la vecchia chiesa fu demolita (1611), i suoi resti fuono inumati nella cappella dei morti nella nuova chiesa e gli fu costruito un monumento in pietra d'Istria a sinistra della facciata della chiesa.

Sotto il suo dogado iniziò coniazione di denari di nuovo tipo, ricalcati su quello veronese, al tempo la principale moneta in circolazione a Venezia. E' probabile che l'introduzione del nuovo denaro sia avvenuta negli ultimi anni del suo dogado.

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Riferimenti

  1. , Introduzione alle monete medioevali: Veneto, Europa e bacino mediterraneo, Circolo Numismatico Monticello Conte Otto, Editrice Veneta, 2009
  2. DE RUITZ M., Monete a Venezia nel tardo medioevo, Canova, 2001
  3. GAMBERINI DI SCARFEA C., Prontuario prezzario delle monete, bolle e oselle di Venezia, Arnaldo Forni Editore
  4. IVES H. - GRIERSON P., The Venetian gold ducat and its imitations., ANS, 1954
  5. MONTENEGRO E., I dogi e le loro monete, Montenegro, 2012
  6. PAOLUCCI R., La Zecca di Venezia, Paolucci Editore, 1991
  7. PAOLUCCI R., Le Monete dei Dogi di Venezia, Paolucci Editore, 1990
  8. PAPADOPOLI ALDOBRANDINI N., Le monete di Venezia, , 1893-1919
  9. SACCOCCI A., Contributi di storia monetaria delle regioni adriatiche settentrionali (sec. X-XV), Esedra Editrice, 2004
  10. LUCIANI L., Le Monete di Venezia, Luciani, 2011

Ultima modifica: Mercoledì 6 febbraio 2008 alle ore 14:27, Rob