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Pio VI (1775-1799)

Zecca di Pergola

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Veduta panoramica della città di Pergola (PU)

Veduta panoramica della città di Pergola (PU)

Come altre zecche periferiche, anche la cittadina marchigiana di Pergola venne autorizzata sul finire del XVIII secolo a coniare monete per supplire alla carenza di circolante e favorire i piccoli commerci locali.

La concessione di battere monete arrivò con chirografo del 27 gennaio 1796, con il quale veniva dato l’appalto a Francesco Guazzagli Bonajuti, per la sola battitura di moneta di rame.

Nonostante il contratto d’appalto prevedesse la coniazione del sampietrino da due baiocchi e mezzo, di monete da due, uno e mezzo baiocco e da un quattrino, nel corso del 1796, venne coniato solamente il sampietrino, del quale si conoscono numerose varianti di conio, a testimonianza della copiosità delle coniazioni (dai dati delle estrazioni si attestarono su un controvalore superiore a 12 mila scudi).

Il 4 febbraio 1797, il Tesoriere Generale invitò lo zecchiere ad adempiere al contratto, ed emettere anche monete da mezzo baiocco  al fine di soddisfare le esigenze del commercio locale.

Tale emissione fu sicuramente esigua (si conosce ad oggi un solo esemplare presente nella collezione di Vittorio Emanuele III) e questo certamente derivò dal fatto che l’utile dello zecchiere era minore sui piccoli nominali e pertanto si dava priorità ai nominali di maggior valore.

Il 15 luglio 1797 una nuova circolare del Tesoriere Generale ordina la coniazione della nuova moneta da cinque baiocchi (madonnina) e la sospensione della battitura del mezzo baiocco e del sampietrino, di quest’ultimo esistono esemplari con millesimo 1797 sia al taglio di due libbre per scudo che ridotti (a seguito del decreto del 15 maggio 1797).

Come prevedeva il contratto di appalto, a seguito dell'ordine di chiusura delle zecche provinciali, del  27 novembre 1797, Io zecchiere restituí otto cilindri (coni rotanti) alla zecca di Roma, che ne era proprietaria.

Il 30 dicembre 1797 la città di Pergola fu occupata dalle truppe francesi, nel febbraio 1798 aderí alla Repubblica Romana, per la quale la zecca rimase attiva con la coniazione di monete in rame, sempre affidata a Guazzagli Bonajuti.

 

Bibliografia specifica:

Loretelli-Sebastianelli-Conti, La zecca di Pergola (1796 –1799) - 1996

Bruni, Le monete della Repubblica Romana e dei Governi Provvisori - 2005

Bruni, Catalogo della raccolta numismatica Don Giovanni Carboni (Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola) - 2007


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Pergola

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