Follaro
 
 

Follaro   (Moneta)
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Dritto
Castello di tipo "genovese" oppure Tamgha di sovrano sconosciuto
Verso
Croce patente oppure Croce "maltese" su un gradino
Nel 1981 un gruppo di rari follari anonimi fu messo in relazione con un insediamento genovese che aveva il controllo su alcuni territori della zona delle Bocche del Danibio, in realtà le monete erano già state pubblicate ma erano state confuse con le emissioni genovesi della Signoria di Satchy.

Considerando la scarsità degli esemplari ritrovati (finora se ne conoscono solo 24) sembrerebbe che la zecca avesse funzionato per un periodo assai breve; probabilmente il quantitativo emesso fu limitato a qualche decina di migliaia di esemplari, benchè diverse coppie di coni siano state usate: Si è ipotizzato che l'emissione servisse soltanto per i bisogni di piccoli nominali di una comunità abbastanza piccola in un periodo in cui il rifornimento normale di tale valuta non era piú disponibile, a causa della riduzione delle importazioni dall'estero (in particolare dall'Orda d'Oro e da Bisanzio, l'ex principale fornitare delle monete di bronzo in quella zona). (Oberlander)

Alcuni esemplari, assegnati alla zecca di Chilia (ubicata sulla foce del Danubio, poco distante da Isaccea, attuale Romania) e datati 1360, sono stati recentemente trovati presso la fortezza di Enisala, chiamata dai genovesi "Bambola", come compare sulle mappe del tempo. Chilia fu abbandonata forse nel 1373 e le fu preferita la vicina isola di Licostromo, meglio fortificata e difendibile.

Materiale: bronzo
Diametro: 13-19 mm
Peso: 0,77-1,59 g
Periodo Cod. Zecca Rarità Immagini
senza data  W-GELR02/1-1 Chilia
Enisala
Licostromo
R4