I dati potrebbero essere incompleti o incorretti.
Considerando la scarsità degli esemplari ritrovati (finora se ne conoscono solo 24) sembrerebbe che la zecca avesse funzionato per un periodo assai breve; probabilmente il quantitativo emesso fu limitato a qualche decina di migliaia di esemplari, benchè diverse coppie di coni siano state usate: Si è ipotizzato che l'emissione servisse soltanto per i bisogni di piccoli nominali di una comunità abbastanza piccola in un periodo in cui il rifornimento normale di tale valuta non era piú disponibile, a causa della riduzione delle importazioni dall'estero (in particolare dall'Orda d'Oro e da Bisanzio, l'ex principale fornitare delle monete di bronzo in quella zona). (Oberlander)
Alcuni esemplari, assegnati alla zecca di Chilia (ubicata sulla foce del Danubio, poco distante da Isaccea, attuale Romania) e datati 1360, sono stati recentemente trovati presso la fortezza di Enisala, chiamata dai genovesi "Bambola", come compare sulle mappe del tempo. Chilia fu abbandonata forse nel 1373 e le fu preferita la vicina isola di Licostromo, meglio fortificata e difendibile.
| Periodo | Cod. | Zecca | Rarità | Immagini |
|---|---|---|---|---|
| senza data | W-GELR02/1-1 ![]() | Chilia Enisala Licostromo | R4 |