Il doge inginocchiato e volto a sinistra, con ricco manto e berretto ducale, tiene con ambe le mani l'asta di un'orifiamma con la croce che gli svolazza sopra al capo.
Leone rampante e aureolato, tenente nelle zampe anteriori un vessillo con la banderuola volta a destra, il tutto chiuso in un cerchio che divide dalla legenda.
A causa dell'aumento del valore dell'argento sul mercato europeo, il valore nominale del grosso finí per essere inferiore al suo valore intrinseco. Per evitare la scomparsa dei grossi per loro demonetizzazione, il Gran Consiglio dispose l'emissione del mezzanino e del soldino per sostituirlo nella circolazione nei mercati occidentali. L'intrinseco del soldino era inferiore al suo nominale di 12 denari per essere in linea con il valore di mercato dell'argento. La sua coniazione iniziò fra il luglio 1331 ed il novembre 1332.
Il soldino ebbe ampia circolazione nei Balcani e nel Mediterraneo occidentale, e fu oggetto di numerose contraffazioni.
| Periodo | Cod. | Zecca | Rarità | Immagini |
|---|---|---|---|---|
| senza data | W-FDA/4-1 ![]() | Venezia | C | |
| Cod. W-FDA/4-1:6752 Varianti di conio riportate dal Papadopoli: 10. D/: • ✠ • FRA • DAN DVLO • DVX • R/: ✠ S MARCVS VENETI -- 11. D/: • ✠ • FRA • DAN DVLO • DVX • R/: ✠ • S • MARCVS • VENETI • -- 12. D/: • ✠ FRA • DAN DVLO DVX R/: ✠ • S • MARCVS • VENETI • | ||||