Savona
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Il 10 Aprile 1191 Savona si costituisce libero comune riscattando dall'aleramico Marchese Oddone Del Carretto ogni diritto e la città comincia ad espandersi ai piedi della rocca del Priamar.
Il tessuto urbano medievale era costituito da case costruite a schiera a delimitare i vicoli che sfociavano per lo piú sul porto che era il fulcro della vita economica.
Nelle zone limitrofe al porto, tra il milletrecento ed il millecinquecento, sorgeranno i palazzi dei nobili tra i quali spicca il palazzo dei Della Rovere, splendida opera rinascimentale di Giuliano Sangallo voluta dal Cardinale Giuliano Della Rovere, il futuro papa Giulio II; numerose saranno anche le caratteristiche case-torri medievali.
Le zone dedite alla trasformazione ed al commercio delle merci sono sparse per tutta la città.
Savona in questo periodo è cosí potente da poter rivaleggiare anche militarmente con Genova ed i suoi alleati, salvo poi capitolare dopo oltre tre secoli di alterne fortune: alla crescita economica dei secoli XII e XIII subentra un periodo di stasi che dura fino quasi alla metà del XV secolo, inoltre dalla metà del XIV secolo ai primi decenni del 1500 si succedono a Savona le dominazioni di principati esterni (come quella dei Visconti) che si alternano ripetutamente a periodi di governo genovese ed a brevi periodi di indipendenza (dal 1512 al 1513 e dal 1525 al 1527).
Nella seconda metà del 1400 si delinea una ripresa economica e politica della città, favorita da diversi fattori, tra i quali l´appoggio di due "concittadini" eletti al trono pontificio: Francesco Della Rovere (Sisto IV), papa dal 1471 al 1484 (volle una Cappella Sistina a Savona per onorare i genitori e quella grandiosa a Roma affrescata da Michelangelo), e suo nipote, Giuliano Della Rovere (Giulio II), pontefice dal 1503 al 1513. Le mure di Savona arrivarono fino ad avere ben 13 porte di accesso.
Nel 1507 Savona viene prescelta per lo storico incontro tra Ferdinando II d´Aragona e Luigi XII di Francia, incontro che prelude alla Lega di Cambrai: 1´alleanza per contrastare 1´espansione di Venezia.
Nel 1528 viene decretata la fine della fiorente e ricca Savona: il porto viene interrato, la città saccheggiata piú volte e parzialmente distrutta; i genovesi, non paghi, sulla rocca del Priamar distruggono secoli di storia e di civiltà inglobando all'interno della Fortezza il quartiere della Cattedrale, distruggendo gli oratori dei Disciplinati e gli Ospedali delle Corporazioni presenti, mentre la Cattedrale dapprima venne usata come caserma e poi rasa al suolo per far spazio alla Casa Dei Colonnelli: non è possibile sapere con precisione quali e quanti beni artistici furono distrutti o razziati, ma la tradizione racconta che i due leoni che si trovano a Genova a fianco della scalinata della Cattedrale in realtà appartenevano a quella di Savona.
Per controllare la città, al posto del forte delle Sperone (in origine detto della Briglia) presso il Monticello costruito nel 1227 (ora praticamente scomparso, ne rimangono pochi resti sopra la galleria di via Famagosta), sul Priamar venne costruita la Fortezza che era ben piú vasta dell'attuale e che, si dice, non avesse i cannoni rivolti verso il mare bensí verso la città: Savona subisce un duro colpo e a stento riesce a risollevarsi, basti pensare che la popolazione nei due secoli successivi si riduce a meno di un terzo.
Savona ottenne il diploma per la battitura di moneta dall'Imperatore Ludovico IV detto Il Bavaro nel luglio 1327. L'edificio delle zecca secondo alcuni studiosi fu eretto in Chiappinata, una strada che collegava la Torre del Brandale con l'antica Cattedrale sul Priamar, nel 1348; il primo contratto conosciuto stipulato dal Comune con uno zecchiere risulta datato 23 Marzo 1350 (data a cui si fa riferimento come inizio dell'attività anche se è pensabile che sia iniziata anteriormente in quanto da altri documenti risulta il nome di uno zecchiere antecedente al 1350 di cui non si possiede il contratto e risulta un'ingente acquisto di oro nel 1347 da destinare presumibilmente alla battitura di monete; infatti secondo recenti ipotesi l'attività potrebbe essere anticipata fin dal 1317-1320 *vedi articolo su Zecca di Savona ne Il patrimonio artistico di Banca Carige 2010*). L'attività delle zecca proseguí fino al 1528, anno in cui Genova ne decretò la definitiva chiusura. Nonostante la chiusura le monete savonesi dovettero continuare a circolare infatti Genova emise nel 1534 un decreto che proibí l'uso delle monete di Savona.
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References
- AA.VV. A CURA DI LUCIA TRAVAINI, Le zecche Italiane fino all'Unità, IPZS - 2011
- FERRO WALTER, Storia di Savona e delle sue monete dagli albori al 1528, Liguria 2001
- GIURIA DOMENICO, Le monete savonesi, 1984
- PROMIS DOMENICO, Monete della zecca di Savona, Forni Editore 1864
- SCOVAZZI I. E NOBERASCO F., Savona, Tiber - Roma, 1930
- TRAVAINI L. - FERRO W., Il patrimonio di banca Carige - Monete, pesi e bilance monetali, 2010
- TRAVI E., Breve storia di Savona, Sabatelli editore, 1979
Ultimo utente iscritto marchesi.a, Thursday 17 May 2012 alle ore 16:01
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